Da Urbino, “Maledetti uccelli”

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Appena pubblicato su E/C, Rivista on-line dell’Associazione Italiana di Studi Semiotici  uno dei contributi più interessanti e originali che ho avuto la fortuna di sentire al Seminario dell’Università di Urbino della scorsa settimana.

Si tratta dell’intervento dal titolo Maledetti Uccelli che è stato presentato da Francesco Marsciani nella giornata di martedì 19 luglio.

Un’analisi etnosemiotica del rapporto polemico che si instaura tra uomo e uccelli, quando si trovano in relazione a un unico Oggetto di Valore: la frutta matura sugli alberi.

Trovate l’articolo in formato pdf nella home page di E/C:

http://www.ec-aiss.it/index.php

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Dopo Urbino

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Di ritorno da Urbino, tanti spunti, tante osservazioni su cui concordare e altre con cui dissentire.

L’unica costante purtroppo la scarsissima partecipazione, quasi nessuno oltre gli stessi relatori. Peccato, veramente!

Peccato soprattutto che questo contribuisca a confermare la mia impressione di un’auto-isolamento della semiotica, che sembra fare di tutto per rimanere un circolo chiuso, sempre più piccolo tra l’altro.

Nonostante il bel tentativo di dialogo inter-disciplinare del simposio, il problema più grande secondo me è ancora quello del dialogo interno alla disciplina.

Una disciplina così poco conosciuta e seguita in Italia che invece  di preoccuparsi di questo, si affanna solo a cercare, sottolineare e esasperare le divisioni interne!

Dopo aver partecipato ai seminari di Urbino direi che non ci si è nemmeno avviati sulla buona strada…

Al seminario di Urbino

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Da sabato 16 a martedì 19 luglio sarò a Urbino, per quattro giornate piene di semiotica!

Non vedo l’ora!

Le aspettative sono molte, spero che vengano soddisfatte!

Proverò a render conto di quello che succederà su twitter: @semioticsbreaks per chi fosse interessato a seguire.

Semiotica, questa sconosciuta

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Cos’è la semiotica? Purtroppo la risposta non è così facile, anche perché all’interno dello stesso ambito semiotico le visioni sono molte e differenti.

Proverò a dire in breve cosa intendo io per semiotica, ovviamente senza nessuna pretesa.

Per me la semiotica è una disciplina che può occuparsi di tutto quello che può avere senso. La definizione è assolutamente vaga, ma la mia visione della semiotica non lo è per niente.

La mia idea è molto inclusiva. Credo che la semiotica possa occuparsi in maniera adeguata di tutti i fenomeni di senso. Penso che le basi della semiotica greimasiana, come il quadrato semiotico o le strutture attanziali, possano essere applicate ad ambiti molto più vasti di quelli tradizionali senza bisogno di essere stravolti.  

Partendo da queste basi, per ogni ambito diverso credo che si possano sviluppare degli strumenti più specifici e più appropriati, senza mettere sempre e costantemente in discussione ciò che invece funziona bene e funziona da anni e, nella mia esperienza, si dimostra funzionare ogni volta.

Per una definizione della semiotica più esaustiva rimando a Giovanna Cosenza.

Comunque personalmente ritengo che si capisca cos’è la semiotica solo dopo averla conosciuta e averla vista da vicino, dal vivo, applicata da chi lo sa fare. E dopo aver iniziato a capire come funziona in concreto (sì perché io penso che la vera semiotica sia estremante concreta e progredisca solo nell’analisi concreta), non si riesce più a liberarsene!

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